Shining

L’altra sera siamo andati a vedere Mac de Marco al Sequoie music festival.
Ero rimasto indeciso fino all’ultimo, per via del caldo e, devo dire, anche per il prezzo del biglietto non proprio a buon mercato (50 euro a biglietto).
Mi aspettavo di trovare un pubblico rado e sparuto di gente più o meno della mia età e che il concerto fosse un flop in termini di pubblico, ma più godibile per lo stesso motivo.
Le mie previsioni non potevano essere più sbagliate.
Nella realtà eravamo circondati da orde di giovani e giovanissimi.
I coetanei che ho avvistato si contavano sulle dita di mezza mano ed erano lì per accompagnare i figli.
Sensazione imponente di vecchiaia.
Pubblico giovane, allegro e affettuoso, birrette e cannette in copiosa quantità.
Passato l’imbarazzo iniziale per me situazione estremamente gradevole, soprattutto quando vicino avevo un ragazzo con un ventaglio che mi muoveva l’aria intorno.
La Chiara invece ha apprezzato meno: “tu sei alto, senti meno tutte queste puzze!”.
Mac de Marco ha una super band, sezione ritmica compattissima, dal vivo fa faville. E canta benissimo.
Quando non suona la chitarra si cimenta in danze dinoccolate che ricordano l’incedere degli zombie nei film anni 80.
Il pubblico gli vuole molto bene e risponde a ogni stimolo con entusiasmo.
Ieri sera, ripensando al concerto, ho registrato un po’ alla buona Shining, primo pezzo dell’ultimo disco di Mac, Guitar.
Una canzone che ascolto da mesi e che mi è sembrata da subito molto bella.
