Beck torna con un pezzo mixato da Nigel Godrich.
Come ha scritto qualcuno su Instagram, il mondo è migliore quando questi due fanno qualcosa insieme.
Beck torna con un pezzo mixato da Nigel Godrich.
Come ha scritto qualcuno su Instagram, il mondo è migliore quando questi due fanno qualcosa insieme.
Giovanni De Mauro ha messo in fila le dichiarazioni di Trump dall’inizio della guerra contro l’Iran nel suo editoriale per l’ultimo numero di Internazionale.
Un ritratto desolante della malattia mentale alla guida del mondo.
“To thrive in capitalism one must be amoral. Now you can be wildly sickeningly successful with morals but you cannot reach that absolute zenith of shareholder value. Either you accept a lower share price and don’t commit atrocities or you become evil. There is no third option.”
Billie Marten l’anno scorso ha fatto un disco immenso. E senza trucchi, solo grandi canzoni e una band incredibile.
Esiste un pezzo più difficile di cui fare una cover acustica?
Meraviglia.
Ripugnante: che suscita forte avversione, un profondo disgusto sul piano fisico e morale.
Nulla è per me ripugnante quanto Donald Trump. Ogni aspetto della sua persona e della sua politica è ripugnante. Ogni gesto, ogni parola.
Pezzone di Flea, che invecchia da re, mantenendo un’elasticità fisica e mentale invidiabile.
Un disco che sto consumando.
Negli ultimi giorni sto cercando di ascoltare qualsiasi cosa prodotta o mixata da Philip Weinrobe, e questo disco di Theo Katzman mi sembra un capolavoro.
Margaret Glaspy, con l’aiuto formidabile di Nora Jones, tira fuori una versione personale e toccante del capolavoro dei Wilco.
Chapeau.
Negli ultimi giorni torno spesso a questa canzone incredibile, di cui mi piace tutto: scrittura, suono, interpretazione, produzione.
This is not what Substack set out to be, but it is what Substack has become: a reactionary incubator where bigots of varying stripes can meet and collaborate, then take their work into the world, laundered with a tech unicorn’s imprimatur. Most won’t be self-identified Nazis, but reining them in would mean restricting the growth of the rest. As Silicon Valley swings right, a shift led in part by major Substack investor Marc Andreessen, Substack will only expand its role as a clearinghouse for the far-right, funded and legitimized by the non-fascists who remain on the platform.
Jonathan M. Katz
Un altro articolo su come Substack stia diventando la piattaforma preferita di neo-nazisti e estremisti di destra di vario genere.
Rimanere su Substack significa sostenere la piattaforma che sostiene questa gente.
L’altro giorno Substack ha inviato una notifica push a molti utenti per pubblicizzare un blog americano di propaganda nazista.
Se i nazisti non vi piacciono, forse è ora di lasciare Substack.
The worst possible situation is to have a non-programmer vibe code a large project that they intend to maintain. This would be the equivalent of giving a credit card to a child without first explaining the concept of debt.
As you can imagine, the first phase is ecstatic. I can wave this little piece of plastic in stores and take whatever I want!
Which is a lot like AI can build anything now! Nobody needs to learn how to code! Look at what it just made for me!
But if you wait a month, you’ll get the credit card bill. Did I actually need to buy all those things? How will I get myself out of this hole?
It’s similar for the vibe coder. My code is broken. What do all these files and folders even do? How will I ever get this fixed? Can I get a refund for the $400 I spent vibe coding?
If you don’t understand the code, your only recourse is to ask AI to fix it for you, which is like paying off credit card debt with another credit card.
Un post interessante sul vibe coding, che ci ricorda che il costo principale dello sviluppo software è la manutenzione e l’abilità principale di chi sviluppa software è capire profondamente come funziona e come fargli fare quello che vogliamo che faccia.
La scelta di Daniel Ek, CEO di Spotify, di investire centinaia di milioni sullo sviluppo di AI per fini militari sta spingendo sempre più artisti a togliere la propria musica da quella piattaforma (dopo i Deerhoof, fanno notizia Xiu Xiu e i King Gilzzard).
Molto bene.
Poi c’è Willie Peyote che, parlando al pubblico di un suo concerto fra un pezzo e l’altro, si chiede come mai molti artisti gridino “Palestina libera” e nessuno si esponga contro il CEO di Spotify che investe sullo sviluppo di droni militari.
A me pare un po’ ipocrita criticare Ek senza togliere la propria musica da Spotify1 e che sia legittimo e opportuno gridare “Palestina libera” a prescindere, visto il genocidio in corso, ma apprezzo lo sforzo di sensibilizzazione del pubblico fatto da Willie.
Su questo, e per chi ancora storce il naso quando sente il termine “genocidio” associato ad Israele e Gaza, su Internazionale di questa settimana c’è un articolo interessante di un israeliano, esperto di genocidio, dal titolo: “Sono uno studioso del genocidio, ne riconosco uno quando lo vedo”.
magari Willie non possiede i diritti sulla sua musica, magari è complicato, o magari sono soldini a cui è difficile rinunciare. ↩︎
There is no context that justifies the deliberate starvation of children.
Matt Haig
Un video incredibile di Anthony Dickinson per l’ultimo singolo di Rival Consoles. Da guardare per intero.
Nuovo disco di Jeff Tweedy in arrivo. Gran bei ballettini, in questo video.
Pare che Damon Albarn abbia detto, in una recente intervista al Sun (poi riportata dal Post qui), che è evidente che la guerra del Britpop l’hanno vinta gli Oasis.
Nella mia visione del mondo i Blur (e Albarn in particolare) battono gli Oasis 1000 a zero su qualsiasi campo. Vedi come è bello e vario il mondo.
Mi piace pensare che Elliott avrebbe adorato questa versione di “Between the bars”.
Se c’è un computer che ha cambiato la vita di molti nella mia generazione è il Commodore 64.
Beh, è il 2025 e sta per uscire un nuovo modello del Commodore 64! Sembra uno scherzo, ma non lo è.
LOAD “ORDER NOW”,8,1
“C’è un legame indissolubile tra la crisi climatica e l’industria fossile.”
Un documentario da vedere.
Il vero e più grande problema dell’Italia.
“Darby, love, don’t ever put anything in writing except poetry. No one can accuse you of poetry.”
(Darby Hudson)
“I think there’s a world where we’ll look back on our advertising-saturated era with the same bewilderment with which we now regard cigarette smoke, child labor, or public executions: a barbaric practice that we allowed to continue far too long because we couldn’t imagine an alternative.” (Kōdō Simone)
Come sarebbe un mondo dove la pubblicità è illegale?
Probabilmente migliore di questo.
L’idea scatena una discussione interessante su Hacker news.
Prevedo che non appena saremo tutti su Substack, Substack subirà lo stesso processo di immerdamento (enshittification, in inglese) che ha colpito e reso invivibili gli altri social (Facebook, Twitter, Instagram).
Quelli tengono famiglia…
Abbiamo bisogno di un sistema federato, non controllato da nessuna corporation.
La tecnologia c’è, manca la gente.
Il bellissimo concerto di Iosonouncane di ieri sera al Locomotiv è ora disponibile su Youtube. Un privilegio averlo visto dal vivo.
Il mondo in mano a un imbecille.
Il disco più incredibile e importante della musica italiana degli ultimi vent’anni. Sarà una gioia sentirlo stasera al Locomotiv chitarra e voce.
Ieri sera ho finalmente visto Anora.
Ben girato e a tratti divertente.
A parte questo, niente di che.
Sopravvalutato.
“Dobbiamo disarmare le parole, per disarmare le menti e disarmare la Terra. C’è un grande bisogno di riflessione, di pacatezza, di senso della complessità.”
Queste parole di Papa Francesco risuonano molto in me.
Ieri ho scritto sullo spettacolo di Massimo Coppola new:brand:new che abbiamo visto martedì al Locomotiv.
Volevo pubblicare un post sul blog, e l’ho fatto, per poi cambiare idea dopo aver letto l’ultimo Red hand files.
La mia natura piaciona mi impedisce di pubblicare un articolo critico verso una persona che tutto sommato apprezzo.
A 49 anni, il mio carattere deve ancora formarsi completamente.
Siamo usciti anche ieri sera per vedere Igiaba Scego intervistata da Carlo Lucarelli all’Oratorio di San Filippo Neri.
Piovigginava ma siamo andati in bici. Risultato: Pollock di macchie di fango su pantaloni e scarpe.
Il parafango non fa il suo dovere.
Al ritorno abbiamo camminato un po’ per il centro prima di rimontare in sella.
Bologna era bagnata e bellissima.
“I’ve always wondered how punks feel about aging… Without wishing to be unkind, an old punk is just somehow so at odds - at what point do you relinquish your commitment to the aesthetic? I feel that more generally with musicians- being a musician is such a youthful game. As the great Elizabeth Bishop put it - there’s nothing more embarassing than being a poet - and in my experience, it gets more embarassing with age. No amount of hair dye, tailored jacket or leather trouser can turn back time.”
Laura Marling - The Tarot of Songwriting
“If I make a song, and you listen to it, how much should the intermediaries between us earn for their distribution software? If you ask me, they should be getting the pennies, while the creators get the dollars. But now, it’s the other way around.”
Ted Gioia
“There is no greater bore to me than the dogmatic bore, who either reads too much Christopher Hitchens or Carl Sagan, is too left or right-wing, or, as is common in my field, is prone to banging on and on and on about the virtues of recording to tape.”
Laura Marling
“Se non vogliamo diventare personaggi sacrificabili delle fantasie di un bambino con troppi peli e troppi soldi, sarà meglio realizzare prima di qualsiasi altra cosa che la democrazia è un meraviglioso proposito, molto innovativo e interessante, ma difficile a farsi in una società che permette a pochi miliardari padroni di social network di decidere che la disinformazione di massa non è un problema di ordine pubblico e di sicurezza. La disinformazione che passa attraverso i maggiori social media è il mezzo attraverso il quale si controllano milioni di persone che non si limitano soltanto a condividere notizie false, ma votano. La disinformazione è la corsia preferenziale in cui viaggiano coloro i quali intendono rovesciare governi democraticamente eletti. La disinformazione è il mattone fondativo della struttura di questa nuova dittatura che ha il volto del progresso, in quest’era digitale. La disinformazione non è il fieno di cui si nutrono gli imbecilli e gli analfabeti funzionali. La disinformazione è il piede di porco che governi e partiti di destra utilizzano per forzare la capacità di discernimento di ogni singolo essere umano. Che esso sia più o meno istruito”
Djarah Kan
Né di destra, né di sinistra, tutti del centro commerciale.
Un bel film.
“even the hyper curated minimalistic lives you see on social media today can’t possibly be real in practice because promoting that lifestyle online completely contradicts what it truly means to live simply, humbly, and content.”
Oggi ho guardato con un po’ più di attenzione il feed RSS di questo sito e mi sono accorto che era rotto, ovvero il feed condivideva solo i titoli dei post e non il contenuto.
Allora ho chiesto aiuto a ChatGPT per risolvere il problema e la soluzione fornita, benché corretta al 95%, non funzionava out of the box, generando in me irritazione e sollievo.
Serve ancora saper leggere un RFC, ricordarsi cosa sono i namespace in XML e saper trovare roba con Google (ho trovato la soluzione ben descritta sul bel blog di Leonora Tindall).
Magari in un paio d’anni toccherà trovarsi un altro lavoro, ma per ora, anche su questioni relativamente semplici, l’AI sbaglia molto e arriva alla soluzione giusta solo se guidata da chi ha già un’idea su come risolvere il problema.
“We must stop this reactionary thinking and this fear of technology that arises from the idea that the internet has made us bad. That is not true: we were already like that. If the internet is unfriendly it is because we are becoming less so. We cannot perpetuate the idea that machines are entities with a will of their own; we must take responsibility for what happens on the internet.”
Mayte Gómez
Chi pensa male vive male.
Instagram mi annoia tantissimo.
Però potrei guardare per un tempo infinito video di animali o di gente che cura, accarezza, nutre e promuove la gentilezza e il rispetto verso tutti gli animali.
Oggi ho scoperto gli Hey Nothing e il loro ultimo pezzo, l’incredibile Sick Dogs. Non so perché mi vengono in mente i dEUS di Suds and Soda, il Velvet, pogare, l’urgenza dei vent’anni.
Brunori mi commuove sempre.
Ascolto i suoi testi e penso che deve essere proprio una brava persona.
Tutto bellissimo.
Non so se riuscirò mai a fare pace con il marketing. Abbiamo litigato da piccoli e le ferite non si sono ancora rimarginate.
Come inquinare le acque a una settimana dalle elezioni regionali:
Ci tocca rimpiangere Berlusconi?
Una bella e divertente intervista a Guccini sulla sciagurata destra che ci troviamo al governo.
Questo disco di Floating Points è forse il mio preferito degli ultimi 10 anni.