Il mio 2025 in cinque dischi
In questo periodo dell’anno mi piace fare una lista della musica che ho ascoltato di più durante l’anno.
Non parto da Spotify wrapped come l’anno scorso, perché ho cancellato Spotify dalla mia vita, ma da cinque dischi che ho acquistato e dalla sensazione intuitiva, non necessariamente sostenuta da statistiche di ascolto, che questi siano i più significativi per me quest’anno.
Cominciamo dal disco del risveglio.
Quasi ogni mattina metto su un disco mentre facciamo colazione, per accompagnare il risveglio in maniera gentile e mettermi dell’umore giusto per affrontare la giornata.
Tempo fa cominciavo spesso la giornata ascoltando Prima pagina, su Radio 3, per essere informato sulle notizie, ma ultimamente non ce la faccio più: troppo deprimente la condizione del mondo, sempre più sbagliata la direzione in cui è orientato, sempre più indecenti i leader che lo guidano verso la catastrofe.
Una strategia di difesa efficace per me è far partire la giornata creando una bolla di bellezza e il suono asciutto e avvolgente di questo disco si è rivelato perfetto per cominciare con il piede giusto.
In particolare mi mette di buon umore Doralice, per il coraggio di cominciare un pezzo con quella voce nasale lì dicendo “cin cin cin, cin cin cin”.
Avevo acquistato questo cd intorno al 2012, e ho ripreso ad ascoltarlo regolarmente nel 2025, 13 anni dopo, per puro caso, dopo avere deciso di abbandonare Spotify, di rifiutare ogni suggerimento algoritmico per le mie scelte musicali e di mettere in ordine alfabetico (per la prima volta!) la mia discografia.
Bon Iver torna a metà 2025 con un disco immenso, luminoso, per me il suo migliore dai tempi di For Emma, forever ago.
Un disco che in realtà sono due: SABLE e fABLE, uno nero, uno rosa salmone.
Pare che l’artista a cui è stato affidato il design della copertina del disco abbia lavorato alacremente, di bozza in bozza, per venirsene fuori finalmente e fieramente con questa roba qui:
che ovviamente al buon Justin è piaciuta tantissimo, e anche alla Pantone che ha rinominato il suo colore 1625 C fABLE Salmon e pubblicato un bell’articolo sulla storia dell’artwork iconico di questo disco.
Ma non lasciatevi condizionare dalla bruttezza leggendaria di questa copertina, il disco è meraviglioso.
Questo è il mio disco dell’anno.
Nell’epoca dello streaming, della morte dell’album, di canzoni sempre più brevi per inseguire l’algoritmo e funzionare su TikTok, pubblicare un triplo LP è un atto politico, così come è un atto politico prendersi due ore per ascoltare un disco così dall’inizio alla fine.
Ieri, dopo mesi di heavy rotation su Apple Music, ho comprato il vinile e quando ho messo il disco sul piatto ho avuto una sensazione di fastidio, come se qualcosa non fosse a posto. La voce di Jeff sembrava strana, troppo sottile.
Long story short: ho scoperto che il mio giradischi girava troppo veloce, intorno a 35 giri al minuto al posto dei 33.3 da specifica, portando le canzoni a crescere di tonalità di quasi un semitono.
Questa scoperta mi ha gettato nello sconforto. Da quanti mesi (anni?) sto ascoltando musica un semitono sopra? Fortunatamente il giradischi si può calibrare e ora che ho sistemato la voce di Jeff è tornata la solita, e il suono una bellezza.
Ma che ansia! Lunga vita all’affidabile semplicità e convenienza dell’audio digitale.
E lunga vita a Jeff Tweedy, la cui voce mi è diventata così meravigliosamente familiare che ci posso calibrare il giradischi.
Altro disco del risveglio, in rotazione da almeno un paio d’anni.
Dopo averlo consumato ed essere arrivato alla conclusione che è uno dei dischi più belli negli ultimi 20 anni, ho comprato il vinile.
Non ho granché da aggiungere. Tutto è perfetto in questo disco che cresce ad ogni ascolto.
Il live qui sotto poi mostra come non ci siano trucchi.
Infine Saya Gray, la vera novità del 2025.
Scoperta per caso grazie al Tiny Desk, è stato il disco che ho ascoltato di più all’inizio dell’estate. La produzione è incredibile, ma le belle canzoni stanno in piedi anche chitarra e voce e nella forma minima vista al Tiny Desk.
Purtroppo di questo non ho ancora trovato il vinile, così ho acquistato il disco in formato digitale su Bandcamp.
In conclusione, questo 2025 ha portato un cambiamento importante nel modo in cui decido di scoprire e ascoltare musica: meno bulimia, non più playlist algoritmiche ritagliate sui miei gusti, meno musica di sottofondo, meno fear of missing out sulle nuove uscite.
Più intenzionalità, più vinili e cd, più attenzione e ascolti ripetuti, un po' come si faceva anni fa e come ci vogliono convincere sia impossibile fare oggi.
Finora, per me, sta funzionando abbastanza bene.