Spotify No More

Qualche giorno fa ho finalmente cancellato il mio abbonamento a Spotify Premium. Erano anni che volevo farlo.

Ho cancellato l’abbonamento a Spotify perché Spotify è il male.

La cosa peggiore capitata a chi fa musica negli ultimi anni, secondo Bjork.

L’incarnazione perfetta della tecno-ingordigia turbocapitalista che caratterizza questi tempi sfortunati.

Una compagnia che ha come missione l’ottimizzazione dello sfruttamento dell’opera altrui, Spotify è il servizio di streaming più popolare e quello che paga meno gli artisti: 0.003 € per stream (in media) e solo per le canzoni che raggiungono 1000 stream all’anno.

Un’inchiesta di Harper’s ha mostrato che ultimamente Spotify riempie le proprie playlist di musica generata ad-hoc per pagare gli artisti ancora di meno.

Ma Spotify lavora all’ottimizzazione dello sfruttamento da sempre, come si può leggere qui.

Per quel poco che conta, non avranno più i soldi del mio abbonamento mensile.

E, per quanto irrilevante, nel promuovere la mia musica favorirò altri servizi di streaming (Bandcamp in primis) più equi per i musicisti.